SONO I PREZZI CHE COMANDANO, NON I GRAFICI.
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Per il mio modo di vedere, il grafico è solo una traduzione (a volte non fedelissima) dell’atteggiamento degli operatori e degli scambi connessi. Nelle fasi di indecisione del mercato, ho un occhio di riguardo per i segnali degli oscillatori e indicatori, ma sempre con la consapevolezza che essi sono un immagine derivata dai prezzi.
Per essere chiari : nessun trader scambia o compravende quantità di stocastico, e il saldo dei conti di trading non è alimentato dall’ipercomprato o ipervenduto, ma dalla differenza fra il prezzo a cui viene acquistato un contratto e quello al quale è venduto.
Di conseguenza, per capire un grafico e interpretarne i segnali credo sia opportuno “entrare dentro il prezzo”, per poter incrociare i valori scambiati con :
Le correlazioni che ne conseguono ci permettono di isolare aree di prezzo, che acquisteranno maggiore importanza se convalidate dall’azione dei volumi, confermando altresì la validità dei supporti, delle resistenze, e dei massimi/minimi relativi.
Ad esempio se entro in posizione su un determinato livello di prezzo che è in prossimità di una zona del grafico dove potrei trovare:
probabilmente dovrò porre maggiore attenzione a indicazioni di breakout o divergenza, rispetto a quando mi troverò ad operare in zone più neutre.
Questa ragionevole cautela mi aiuterà sicuramente nel riconoscere con maggiore precisione eventuali falsi segnali e a determinare :
CONOSCERE E CAPIRE GLI STRUMENTI FINANZIARI SUI QUALI OPERARE
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Fin dall’inizio della mia attività ho sempre e soltanto seguito i futures, attualmente anche nella versione addomesticata dei cfd. Mi piace fare trading con strumenti liquidi e meno soggetti ai rumours quotidiani. Il che non significa meno manipolabili, ma questo è un altro discorso. Seguo anche il mercato azionario dei singoli titoli, ma con una ottica diversa, molto più "rilassata" e comunque sempre connessa ai movimenti degli indici sottostanti.
L’osservazione continuata di questi mercati mi ha convinto nel tempo che la specializzazione in una determinata operatività aiuti molto, e altresì credo che la visione ripetuta del grafico non sia un esercizio noioso, ma rappresenti invece un insostituibile aiuto per capire e interpretare determinati movimenti.
Ogni mercato ha le sue particolarità, e studiando i principali future e indici scambiati a livello internazionale un po’ alla volta sono riuscito a familiarizzare con il loro andamento grafico; cosa che non sarebbe altrettanto semplice (ammesso che nel trading esista qualcosa di semplice) se ogni giorno dovessi decidere su quale titolo azionario fare trading, ed eventualmente in che modo.
Con questo non intendo certo dire che comprare e vendere titoli azionari, e contemporaneamente operare sui future, sul forex e sulle opzioni e magari fare anche un po’ di commodities e di spread trading sia sbagliato, tutt’altro…!
Ammetto solo che la mia scarsa flessibilità non mi ha mai permesso di fare bene più di un paio di cose alla volta e, dopo aver accettato consapevolmente questo handicap, ho cercato di trasformarlo in un punto di forza.
LA "STORIA" DELLA MENTALITA’ PROFESSIONALE
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Mi rafforza questa convinzione il contatto quotidiano con molti colleghi trader.
Spesso li vedo passare da un’operazione all’altra con troppa disinvoltura, senza magari rendersi conto che acquistare un contratto future sul Dax non significa soltanto depositare 13.000 € circa di margine, ma comporta anche maneggiare un derivato che vale quasi 160.000 euro di controvalore, con tutti gli annessi e connessi di uno strumento che ha una volatilità minima di circa 2.600 € al giorno.
In parole povere, quattro o cinque giornate controvento o dalla parte sbagliata del mercato, e i tuoi soldi non ci sono più.
La riflessione che dobbiamo quindi fare è questa : operare sui mercati finanziari è come partecipare al Campionato del Mondo di MotoGp o di Formula 1.
Nelle competizioni ai massimi livelli gareggiano marchi di prestigio, squadre ufficiali e piloti di grande esperienza. Nulla è lasciato al caso, e non si scende in pista se non si è in perfette condizioni e dopo aver provato duramente ogni particolare. Si studia il circuito metro per metro, curva dopo curva, con estrema meticolosità . Questa è gente che non vuole arrivare seconda e non lesina sforzi per conseguire l’obiettivo.
Nel trading accade la stessa cosa.
Il Future sull’indice Sp500 scambia una media di 1.900.000 contratti al giorno, che vuol dire un controvalore di 180.000.000.000 di dollari che passano di mano dalle 15,30 alle 22,15 ora italiana. Sono più di 280.000 contratti per ora, 4.700 circa al minuto (dati al mese di giugno 2009).
Noi piccoli trader ci scontriamo ogni giorno con questa potenza di fuoco e con le più grandi istituzioni finanziarie del mondo, che sono sul floor da decenni e che vogliono i nostri soldi.
Faranno di tutto per portarceli via, con le buone o con le cattive.
Come pensiamo di affrontare la battaglia, senza conoscere le caratteristiche del mercato che stiamo affrontando, quali sono i soggetti che sono insieme a noi nel book (grandi investitori e piccoli operatori), che obiettivi hanno e di quali mezzi dispongono per incidere o meno sulle quotazioni?
Quindi, per gareggiare alla pari e/o per portare a casa un buon risultato, che cosa è necessario fare?
E, last but not least, è necessario avere un’attrezzatura professionale. Sono i soldi meglio spesi : non fate trading con le piattaforme scadenti e con le macchine superate. I grafici buoni vi costano 3 euro al giorno, e ve ne fanno risparmiare 500 di mancati stop. Siate lungimiranti !
L’ultima cosa da non dimenticare è che il mercato, di qualsiasi tipo si tratti, è mosso da aspettative di UTILE.
Le attese degli operatori creano quotidianamente movimenti su prezzi di attività finanziarie fra loro correlate. Di conseguenza sarà bene che un trader sui future, mentre opera su un indice azionario, non dimentichi cosa sta accadendo nel settore obbligazionario e delle valute, per non trovarsi poi spiazzato quando i mercati reagiscono a determinate notizie in base a politiche di “carry trade” e “ flight to quality.
Sono parole e frasi che leggiamo sul giornale e che ascoltiamo alla televisione, ma che per primi dobbiamo saper decifrare.